La Cascata delle Marmore

Il paesaggio naturale che lega le acque di questo territorio – il fiume Velino, il fiume Nera, il Lago di Piediluco e la Cascata delle Marmore – è un patrimonio straordinario, per i suoi valori paesaggistici, culturali e storici, costituendo un sistema complesso ed un esempio unico del rapporto tra l’umanità e l’acqua.

La trasformazione di questo territorio ad opera dell’essere umano ha inizio più di duemila anni fa ad opera dei Romani, che costruirono un complesso sistema di ingegneria idraulica per la gestione delle acque e la bonifica dei terreni della piana reatina, di cui l’opera più importante fu la Cava Curiana che diede vita alla Cascata delle Marmore. Questo lavoro antropico sul paesaggio continuò durante tutte le epoche, ma ebbe due momenti di culmine: nel Rinascimento, quando sotto lo stato pontificio vennero chiamati i più grandi architetti dell’epoca per trovare soluzioni alla gestione delle acque, tanto che si può parlare di Opera della Cascata per fare un paragone con i cantieri delle grandi cattedrali europee; durante la rivoluzione industriale italiana, quando questo enorme bacino d’acqua venne messo a sistema dallo stato risorgimentale attraverso la costruzione di dighe, condotte, centrali, turbine per lo sfruttamento energetico delle acque, dando vita  all’epoca al nucleo idroelettrico tra i più grandi d’Europa.

Oggi questo complesso sistema di gestione delle acque si trova ancora in un equilibrio delicato tra natura e attività antropiche, con problemi di inquinamento e di stabilità idrogeologica, ma anche nuove incognite dovute alle urgenze del cambiamento climatico e alle necessità dell’economia circolare.